Sandy - Il suono dell’Oceano

Sandy ha trascinato con se dal mare anche conchiglie, che al loro interno hanno intrappolato i suoni, i rumori e le note tipici degli uragani.

Franco-Sammarco-Sandy-il-suono-delloceano.jpg

40x50cm
Luglio 2013

Sandy è il ricordo più forte della mia prima volta in visita a Boston in USA, tra la fine di Ottobre e Novembre 2012. Durante questa mia permanenza, il 29 Ottobre, Sandy si scatenò e si abbatté sulla costa Est, colpendo soprattutto la città di New York. Ho eseguito un bozzetto di studio subito dopo il passaggio dell’uragano, mentre ancora negli Sati Uniti, poi successivamente, una volta rientrato in Italia, ho realizzato l’opera su tela.

L’opera, realizzata con colori acrilici, è una sorta di veduta satellitare che propone un’immagine diversa dell’uragano Sandy: la costa orientale degli Stati Uniti “ricoperta” dall’evento che con lo sprigionare della sua forza concentra il suo “occhio” su New York City. L’evento meteo, come risaputo e appreso dai notiziari, essendo partito dal mare, ha trascinato con sé per decine di chilometri nell’entroterra anche alghe e conchiglie. Quest’ultime al loro interno trattengono e racchiudono, intrappolati, i suoni, i rumori e le note tipici del mare. In questo caso ho immaginato che al loro interno trasportassero anche i suoni dell’uragano, che ho riportato lungo il vortice a spirale, quasi a librarsi nel vuoto verso l’osservatore.

L’opera è rientrata a far parte di quelle presenti alla mostra personale a Palazzo San Domenico, a Settembre 2013, con il patrocinio del Comune di Manfredonia e in collaborazione con il Festival Internazionale di Chitarra.

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